Descrizione
08/11/2023Negli ultimi 20 anni ridotte le concentrazioni dei principali inquinanti ma l’aria è percepita in peggioramento. Cresce la disponibilità dei cittadini del Bacino Padano a modificare il proprio stile di vita.
Come percepiscono la qualità dell’aria i cittadini della Pianura Padana? Sono consapevoli che molte azioni per migliorarla dipendono anche dal loro stile di vita? Quanto sono disposti a cambiare le loro abitudini? E soprattutto, come possono le autorità locali convincerli a cambiare il proprio stile di vita?
Queste le domande a cui più di 7.000 cittadini residenti nel Bacino Padano, hanno risposto nella seconda indagine ART-ER/Life PrepAir, condotta da gennaio a marzo 2023, per valutare variazioni rispetto ai risultati rilevati in quella del 2018 - 2019.Rappresentano circa il 38% dei Comuni e il 78% della popolazione totale residente.
I presupposti dell’indagine
Nelle regioni del bacino padano vivono oltre 25 milioni di persone (oltre il 40% della popolazione italiana) e qui si produce più del 50% del PIL italiano.
La particolare conformazione orografica di quest’area fa sì che ci siano criticità per la qualità dell’aria in relazione a polveri sottili, ossidi di azoto e ozono, inquinanti legati al riscaldamento domestico, all’agricoltura intensiva, incluso l’allevamento, al traffico, all’industria e alla produzione di energia.
I risultati principali
Rispetto ai punti principali dell’indagine, il 66% degli intervistati ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata nel corso degli anni, mentre solo il 10% ritiene che sia migliorata e il 20% pensa che sia rimasta invariata.
Rispetto alla precedente indagine, si conferma quindi la netta percezione di un trend di peggioramento nella qualità atmosferica. È interessante tuttavia notare come, rispetto alla rilevazione del 2018, risultano incrementate sia la percezione di miglioramento (6% nella precedente rilevazione) che quella di peggioramento (63% nella precedente rilevazione).
Una seconda serie di domande riguardava il livello di preoccupazione rispetto all’esposizione e il 52% degli intervistati si dichiara molto preoccupato per gli effetti sulla salute.
Il trasporto è, per la maggioranza degli intervistati, la principale causa di inquinamento.
Il questionario ha chiesto ai partecipanti anche il livello di informazione sulla qualità dell’aria nel proprio contesto geografico. Il 27% di loro ritiene di essere “molto bene informato” o “bene informato” , mentre il 29% si considera “poco informato” o “per niente informato”. La maggior parte degli intervistati, ovvero il 43%, rientra quindi nella categoria intermedia di “parzialmente informato”.
Per quanto riguarda le iniziative ritenute più efficaci per affrontare il problema, al primo posto troviamo i controlli sull’inquinamento industriale, (24%), seguiti dagli incentivi finanziari per lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti a basse emissioni (14%) e da misure per facilitare la transizione verso auto e camion a emissioni zero (14%).
Tra i comportamenti che gli intervistati sarebbero maggiormente disposti a modificare per ridurre l’inquinamento spicca la disponibilità all’installazione di caldaie ad alta efficienza e a basse emissioni.
Un tema importante riguarda il mezzo utilizzato per recarsi al lavoro. Come ci si poteva aspettare, quello di gran lunga più utilizzato è l’auto privata (49%), seguita dai mezzi pubblici (18%). Un buon numero di cittadini dichiara anche di andare al lavoro a piedi (14%) e in bicicletta (13%). Poco frequente, invece, è la pratica di recarsi al lavoro con mezzi “più recenti” come scooter elettrici, car pooling e car sharing, nessuno dei quali supera l’1%.
Le conclusioni
I risultati di questa seconda edizione dell’indagine “Valuta l’Aria” partono da una prima conferma: l’aria che respiriamo è generalmente percepita come “in peggioramento” a fronte di dati che mostrano una generale riduzione delle concentrazioni di inquinanti, che però ancora non consente di mettere al riparo i territori del bacino padano dal superamento dei limiti per alcuni di essi: Particolato, Ossidi di Azoto, Ozono.
La complessità del tema si riflette nella difficoltà dei cittadini ad individuare e mettere in corretta correlazione cause ed inquinanti, nonché a identificare soluzioni efficaci e coerenti. La principale novità di questa seconda edizione riguarda la rinnovata disponibilità degli intervistati a mettere in atto delle azioni positive per la qualità dell’aria: se nella edizione 2019 i rispondenti indisponibili o disinteressati erano il gruppo più numeroso del campione (33%), e i proattivi il più piccolo (13%), in questa edizione i rapporti sono capovolti, il gruppo degli indisponibili si è ridotto al 19%, mentre gli impegnati sono il 39%. Questa è una tendenza incoraggiante e rappresenta una grande opportunità che le istituzioni devono sapere cogliere: quella di rinnovare e rafforzare il patto con i cittadini per superare insieme il problema della qualità dell’aria nel bacino padano.
-> Indagine "Valuta l'aria, Cittadini e qualità dell'aria nel bacino padano"