Descrizione
16/06/2026Importante passo per il risanamento ambientale e la stabilità geologica del Trentino: dopo 17 anni di stallo tecnico e legale, l'Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) ha ufficialmente dato il via libera all'iter per la chiusura definitiva della ex discarica di rifiuti inerti di Sardagna. Con propria determinazione dello scorso 5 giugno, APPA ha concluso la verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), decretando l'esclusione del progetto dalla procedura ordinaria, ma imponendo un rigido pacchetto di prescrizioni e tutele ambientali alla ditta proponente, Sativa, che dovrà rispettarle nelle prossime fasi progettuali e autorizzative. L’accordo è il risultato di un complesso lavoro di coordinamento, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni provinciali e Comune di Trento, esaminando ogni aspetto: dalla tenuta geotecnica all'idrologia, fino all'impatto viabilistico e paesaggistico.
Il piano tecnico: una chiusura "a sarcofago" senza rifiuti
Il cuore del progetto prevede la realizzazione del cosiddetto “capping”, ovvero una copertura finale mirata a sigillare l'area per azzerare le infiltrazioni di acqua piovana nei vecchi detriti. L'operazione, che si svilupperà nell'arco dei prossimi 12 anni, si basa su tre elementi fondamentali:
- materiali certificati e nessun rifiuto: saranno movimentati circa 125.000 metri cubi di materiale, senza l’ingresso di alcun tipo di rifiuto: si tratterà esclusivamente di sottoprodotti, materie prime o riciclati certificati ed ecocompatibili;
- impatto viabilistico limitato: per evitare il viavai di mezzi pesanti sulle strade locali e abbattere le emissioni, per il trasporto dei materiali, sarà riattivata la storica teleferica;
- isolamento a norma di legge: gli strati tecnici garantiranno la totale impermeabilizzazione superficiale dell'ex discarica, in conformità con le normative vigenti (D.Lgs. n. 36/2003).
Dalla cava di argilla al sequestro
La vicenda della discarica di Sardagna è aperta da decenni. Il sito parte come cava di argilla, attività interrotta nel 1976 per l'instabilità del pendio. Nel 1993, nel tentativo di fermare la frana e risanare il versante, viene riconvertito in discarica di inerti attraverso la previsione nel Piano di settore. I conferimenti partono nel 1998 ma si bloccano bruscamente nel 2009, anno del sequestro giudiziario dovuto al conferimento di materiali non conformi. Nonostante il dissequestro nel 2011, i flussi di rifiuti non sono mai ripartiti. Il definitivo cambio di rotta è arrivato con il Piano provinciale dei rifiuti del 2020, che ha ufficialmente stralciato Sardagna dalle aree di discarica.
Il nodo sicurezza
Il corpo di frana non ha ancora raggiunto una stabilità sufficiente. L'avvio del capping valutato da APPA rappresenta quindi il tassello propedeutico fondamentale per un disegno molto più ampio: la stabilizzazione geotecnica definitiva del versante. La palla passa ora al Comune di Trento, cui spetterà l'autorizzazione finale. Grazie al percorso tracciato dai tecnici provinciali, la comunità si avvia finalmente a riappropriarsi, in sicurezza, di un punto significativo del suo territorio.
PROVVEDIMENTO del DIRIGENTE dell’AGENZIA N. 276 DI DATA 05 Giugno 2026