Rifiuti inerti, reflui industriali e terre da scavo, il percorso formativo di APPA

Il 23 ottobre 205 l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ha tenuto un corso di formazione per il Collegio Geometri della Provincia di Trento: una sintesi
(APPA informa - Numero 34 - Dicembre 2025)

Data di pubblicazione:Lunedì, 01 Dicembre 2025

Immagine: Ricognizione-sulla-produzione-la-gestione-e-il-trattamento-dei-rifiuti-speciali-in-provincia-di-Trento_reference

Descrizione

01/12/2025

Il 23 ottobre 2025 l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) ha tenuto un corso di formazione per il Collegio Geometri della Provincia di Trento, con il seguente programma:

  • scarichi di acque reflue industriali;
  • terre e rocce da scavo;
  • principi di gestione dei rifiuti con focus sugli inerti.

Di seguito vengono sintetizzati i principali contenuti, utili a chiunque svolga attività connessa con l’ambito edilizio e non solo.

Da rifiuti inerti a nuove risorse: la svolta nel settore edile

APPA ha illustrato il complesso sistema di gestione dei rifiuti inerti, come quelli che provengono dalle demolizioni (cemento, mattoni, asfalto), con l'obiettivo di trasformarli da rifiuti a materia prima.

Al fine di poter incanalare i rifiuti da costruzione e demolizione alle corrette attività di recupero è necessario dapprima produrre i rifiuti attraverso la demolizione selettiva, separando in origine i rifiuti direttamente in cantiere per garantire la massima omogeneità.

I rifiuti così prodotti saranno in seguito sottoposti alle propedeutiche attività di recupero finalizzate alla produzione di una materia prima con caratteristiche sia ambientali che tecniche paragonabili a quelle di una materia prima comunemente utilizzate per tali scopi.

A livello normativo, un grosso cambiamento per quanto concerne il recupero dei rifiuti inerti si è visto con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 127/2024, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (cd. End of waste) dei rifiuti da costruzione e demolizione. L’applicazione di questo decreto permette ai rifiuti inerti, una volta trattati e purificati, di tornare a essere un vero e proprio prodotto (ad esempio, un aggregato riciclato). Affinché questo avvenga, il materiale deve rispettare rigorosi criteri di qualità (come stabilito dal D.M. 127/2024).

In sintesi, l'obiettivo è  classificare correttamente ogni rifiuto (tramite il codice CER) e tracciarne il percorso, per assicurare che i rifiuti da costruzione e demolizione, una volta dismessi, vengano recuperati e riutilizzati – come materia prima – in diversi ambiti, garantendo elevati standard di sicurezza e sostenibilità.

Acque di scarico industriali: l'autorizzazione è obbligatoria

Quando un'azienda o un'attività produttiva deve scaricare l'acqua che ha utilizzato (l'acqua reflua industriale), non può semplicemente riversarla nell'ambiente. La legge richiede un processo molto preciso per proteggere i nostri fiumi, laghi e falde acquifere:

  • autorizzazione obbligatoria: ogni punto da cui l'acqua viene immessa nell'ambiente (lo "scarico") è illegale se non è stato autorizzato dalle autorità competenti. Questa autorizzazione è il cuore del sistema di controllo;
  • prima di poter essere scaricate, le acque reflue devono essere trattate attraverso idonei sistemi di depurazione, al fine di garantire che il refluo rispetti i limiti allo scarico dettati nell’autorizzazione;
  • controlli: le aziende devono garantire che le loro acque rispettino i limiti massimi di inquinanti stabiliti, che variano a seconda del "corpo ricettore" (che sia una fognatura o un corso d'acqua naturale).

In sintesi, il messaggio è che la tutela dell'acqua è prioritaria: le aziende sono tenute a trattare, monitorare e ottenere l'ok ufficiale prima di scaricare, pena sanzioni severe.

Il tesoro sotto i piedi: le regole per riutilizzare la terra da scavo

Quando si scava per costruire o demolire, la terra e le rocce estratte (Terre e Rocce da Scavo - TRS) non sono automaticamente considerate "rifiuto". La legge mira a recuperare questo materiale trasformandolo in una risorsa, a patto che siano rispettate due condizioni fondamentali:

  • materiale pulito: la terra deve essere non contaminata, cioè "pulita".
  • destinazione certa: si deve già sapere dove e per quale scopo verrà riutilizzata (ad esempio, per un riempimento in un altro cantiere).

Se queste due condizioni sono soddisfatte, le TRS vengono chiamate "sottoprodotto" e possono essere riutilizzate senza le procedure complesse previste per i rifiuti.

Per rendere legale questo riutilizzo, l'impresa che esegue lo scavo deve presentare un'autocertificazione (la Dichiarazione di Utilizzo - DU). Con questo documento, l'impresa si impegna a garantire che il materiale è idoneo e che verrà effettivamente riutilizzato.

In sintesi, l'obiettivo è arrivare a zero sprechi in cantiere, a condizione che la terra sia pulita e che il suo riutilizzo sia pianificato in anticipo e documentato.

Marco Niro

Documenti

Link interno
APPA informa - Numero 34 - Dicembre 2025

In queste pagine si possono leggere gli articoli pubblicati su APPA informa numero 34 di dicembre 2025

Data di pubblicazione: 01/12/2025

Ulteriori dettagli

Immagine: unnamed