Descrizione
01/12/2024Recentemente l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) ha pubblicato la “European Air Quality City viewer ”, una classifica delle 375 città europee dove sono misurate le concentrazioni di polveri ultrasottili (PM2,5), con riferimento agli anni 2022 e 2023, ed è opportuno fare alcune precisazioni nella lettura dei dati.
In tale classifica Trento, con una concentrazione media annua di PM2,5 pari a 14,9 µg/m3, si è posizionata al 298° posto. Va tuttavia evidenziato come su questo posizionamento incidano, oltre alle effettive emissioni di polveri ultrasottili, anche l’orografia e le condizioni meteoclimatiche. La mappa a corredo della classifica pubblicata da AEA evidenzia infatti molto chiaramente come la netta maggioranza delle città con una concentrazione di PM2,5 inferiore a quella di Trento e posizionate nelle fasce migliori (“good” e “fair”), si trovino in territori privi di rilievi montuosi (come il Nord Europa) o sulle coste dove, anche a parità di inquinanti emessi, l’orografia e le condizioni meteoclimatiche consentono una loro efficace e “naturale” dispersione. D’altra parte, va rilevato come nella classifica di AEA Trento sia l’unica città del Nord Italia che si colloca nella fascia intermedia (“moderate”), e quindi al di sopra delle fasce peggiori (“poor” e “very poor”).
Emissioni di anidride carbonica
Un’altra rilevante precisazione va fatta riguardo alla recente ripresa da parte della stampa locale dei dati diffusi dall’organizzazione non-profit internazionale “Climate Trace” a proposito delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. A essere ripresi sono stati in particolare i dati relativi alle emissioni attribuite da “Climate Trace” alla città di Trento (108.000 tonnellate l’anno), alla città di Bolzano (55.599) e all’acciaieria di Borgo Valsugana (102.568).
“Climate Trace” quantifica le emissioni di anidride carbonica attraverso l’utilizzo di osservazioni satellitari e di altre non specificate tecniche di telerilevamento e intelligenza artificiale. Si tratta di una metodologia del tutto diversa da quelle utilizzate e riconosciute in ambito scientifico e prese a riferimento negli atti ufficiali dei vari enti nazionali e internazionali che si occupano di stima delle emissioni. In Trentino Alto Adige, come in tutte le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), le autorità competenti (in Trentino, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente) ottengono i dati di stima delle emissioni di anidride carbonica mediante il sistema di calcolo INEMAR (INventario EMissioni ARia), basato non soltanto sui dati ottenuti da misure dirette, ma anche sugli indicatori di attività (ossia le quantità atte a descrivere l'attività dell'emissione in questione, es. consumo di combustibili o carburanti, consumo di solventi, quantità incenerita, ecc.), sui fattori di emissione e su tutti i dati statistici necessari per effettuare la disaggregazione spaziale e temporale delle emissioni (variabili proxy, coefficienti di distribuzione temporale, ecc.).
Sulla base di questa metodologia, le emissioni di anidride carbonica della città di Trento risultano pari a 480.000 tonnellate, quelle della città di Bolzano a 429.000 e quelle dell’acciaieria di Borgo Valsugana a 17.000. Sempre sulla base di questa metodologia, le emissioni complessive di anidride carbonica in Trentino risultano pari a 3.169.800 tonnellate l’anno, dovute soprattutto al trasporto su strada (1.222.900) e alla combustione industriale (1.017.900).
Gabriele Tonidandel