Emissioni in atmosfera, calano i principali inquinanti

È stato pubblicato sul sito web dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente l’aggiornamento 2022 dell’Inventario provinciale delle emissioni in atmosfera
(APPA informa - Numero 30 - Dicembre 2024)

Data di pubblicazione:Domenica, 01 Dicembre 2024

Immagine: 13 Aria

Descrizione

01/12/2024

L’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ha recentemente pubblicato, sul proprio sito web, l’“Inventario delle emissioni della provincia di Trento – anno 2022”.  Nell’ambito delle attività finalizzate alla gestione della qualità dell'aria, la predisposizione degli inventari delle emissioni in atmosfera, specificatamente previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, rappresenta un passaggio propedeutico alla definizione degli strumenti di pianificazione, nonché all’utilizzo di modelli matematici finalizzati alla valutazione della qualità dell'aria stessa. Gli inventari delle emissioni costituiscono una raccolta coerente dei valori delle emissioni disaggregati per attività, unità territoriale, combustibile utilizzato, inquinante e tipologia di emissione in un’unità spazio-temporale definita. L’inventario viene redatto, ai sensi dell’art. 22, comma 3, del D.lgs. n. 155/2010, dalle Regioni e Province autonome con cadenza almeno triennale.

L’inventario va considerato come uno strumento dinamico in costante evoluzione, sia dal punto di vista del miglioramento in termini di accuratezza e di livello di dettaglio delle stime fornite, sia dal punto di vista dell’aggiornamento dell’informazione in ingresso, basata sui dati via via reperibili. È importante sottolineare che nella realizzazione delle varie edizioni (dal 1997 al 2022) sono stati applicati aggiornamenti e metodiche nuove che hanno portato a modifiche dei fattori di emissione e all’articolazione in nuove attività. Di conseguenza, in determinati settori, le emissioni non sono direttamente confrontabili tra i vari inventari.

Ossidi di azoto e particolato in calo

Rispetto all’inventario precedente (2019), si osserva una riduzione delle emissioni di monossido di carbonio CO (-31%), ossidi di azoto NOx (-13%) e particolato atmosferico PM10 (-28%). Tali riduzioni derivano dal calo delle emissioni legate al riscaldamento di edifici a uso civile (conseguente al calo dei quantitativi di combustibili utilizzati), e delle emissioni da traffico, la cui riduzione è dovuta prevalentemente al rinnovo del parco circolante.

I settori di emissione

In provincia di Trento, le emissioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) dipendono prevalentemente dalla combustione non industriale, ovvero il riscaldamento civile (72% delle emissioni totali di PM10, 77% del PM2,5) e dal trasporto su strada (13% del PM10, 9% del PM2,5). Le emissioni di ossidi di azoto (NOx) dipendono prevalentemente dal trasporto su strada (48%), dalla combustione industriale (16%) e non industriale (14%), e da altre sorgenti mobili (16%, associato in particolare a mezzi agricoli).

Le emissioni dei combustibili

Se si prendono in considerazione i diversi combustibili, emerge come la legna sia responsabile del 69% delle emissioni di CO e del 71% delle emissioni di PM10. Anche i combustibili utilizzati per i trasporti risultano rilevanti: dalla combustione del diesel si hanno il 61% delle emissioni di NOx, e il 32% della CO2, mentre la benzina verde è responsabile del 13% delle emissioni di CO e dell’8% della CO2.

Elisa Malloci

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