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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

 

Piano di Tutela della qualità delle acque 2005

Approvato con deliberazione della Giunta della Provincia Autonoma di Trento n. 3233 del 30 dicembre 2004. Viene sostituito dal nuovo piano approvato con Delibera n.233 di data 16 Febbraio 2015

La Provincia autonoma di Trento ha da sempre prestato attenzione alle problematiche ambientali, agendo inizialmente in maniera più incisiva sul versante della sicurezza del territorio, per affrontare successivamente l’aspetto qualitativo. L’approccio alla qualità delle acque ha in particolare subito una svolta con l’istituzione alla fine degli anni settanta del Servizio protezione ambiente, oggi divenuto parte dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, che ne rappresenta la struttura tecnica provinciale di riferimento.

Le normative europee in campo ambientale, entrate in vigore nell’ultimo decennio, hanno determinato un nuovo approccio nella gestione delle acque mirato ad integrare aspetti qualitativi, quantitativi e di protezione del territorio. Più recenti esiti di questa integrazione in provincia di Trento sono rappresentati dal Piano generale di utilizzazione delle acque Pubbliche (PGUAP) e dal Piano di tutela della qualità delle acque (PTA), il compito del quale è quello di approfondire gli aspetti qualitativi della risorsa idrica, con l’obiettivo di conciliare la qualità con le utilizzazioni e contribuire quindi a definire le linee sostenibili per lo sviluppo.

Il PTA si configura come uno strumento di pianificazione innovativo che analizza la qualità delle acque, non solo attraverso il loro monitoraggio, ma anche con la stima dei quantitativi di inquinanti in esse conferiti e l’individuazione delle relative fonti. Le azioni di mitigazione dei carichi inquinanti diventano quindi indirizzabili e monitorabili.

Per la prima volta la protezione delle acque dagli inquinamenti parte dall’analisi degli stessi corpi idrici e delle loro esigenze, sotto il profilo chimico, microbiologico, biologico e quantitativo. La legge-quadro per la tutela delle acque in Italia (d.lgs. n. 152/1999) non si limita più alla regolamentazione degli scarichi, come era richiesto dalla precedente normativa sulle acque oggi abrogata (legge n. 319/1976 nota come legge “Merli”), ma guarda anche alla vita negli alvei ed all’equilibrio degli ecosistemi acquatici, chiudendo quel percorso conoscitivo che prima risultava incompleto.

Il d.lgs n. 152/1999, che istituisce i PTA, postula l’esigenza di valutare gli effetti sinergici delle diverse fonti di inquinamento e di porre puntuale attenzione alla tutela dei corpi idrici recettori, adottando un approccio integrato che combini limiti agli scarichi con obiettivi di qualità per i corpi idrici.

La dinamicità del Piano di tutela, insita nel suo periodico aggiornamento, consente inoltre la verifica della correttezza delle azioni intraprese rispetto agli obiettivi di qualità fissati.

Il PTA è stato approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 3233 del 30 dicembre 2004 ed è in vigore dal 9 febbraio 2005.

Con riferimento ai contenuti il PTA può essere suddiviso in quattro fondamentali tematiche:

  • La classificazione delle acque, che riguarda i corpi idrici significativi (corsi d’acqua, laghi e acque sotterranee) e i corpi idrici a specifica destinazione;
  • L’individuazione delle aree sensibili e delle zone vulnerabili, con riferimento alla sensibilità agli scarichi civili e industriali ed alla vulnerabilità da nitrati di origine agricola e da prodotti fitosanitari;
  • L’individuazione delle pressioni antropiche sul territorio, attraverso la stima dei carichi conferiti da fonte diffusa e puntuale e dei carichi inquinanti transitanti nei corsi d’acqua significativi;
  • Le azioni per il raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità, che riguardano i comportamenti per la riduzione dei carichi conferiti, la disciplina del Deflusso Minimo Vitale ed i monitoraggi di verifica.

Il PTA acquisisce, sotto il profilo prettamente tecnico,  l’approccio al territorio del PGUAP: la provincia di Trento è suddivisa, ai fini dell’analisi, in bacini di primo livello, necessari ad una razionalizzazione delle dinamiche del ciclo dell’acqua coerentemente con i fenomeni di scorrimento e ad un’appropriata strutturazione dei dati e degli obiettivi di qualità.

In particolare il Piano individua undici ambiti di indagine:

  • I° Qualità dei corsi d’acqua superficiali
  • II° Qualità dei laghi
  • III° Qualità delle acque sotterranee
  • IV° Quantità delle acque sotterranee
  • V° Inquinamenti puntuali
  • VI° Inquinamenti diffusi
  • VII° Quantità delle acque superficiali
  • VIII° Aree sensibili
  • IX° Zone vulnerabili
  • X° Situazioni particolari
  • I°+II° Acque a specifica destinazione

Per ogni ambito di indagine il PTA organizza dati e informazioni raccolte mediante il rilevamento ed il monitoraggio delle caratteristiche dei bacini idrografici principali e dell’impatto antropico esercitato su di essi e, successivamente, attua un confronto critico tra gli stessi al fine di valutare correttamente lo stato qualitativo dei corpi idrici, consentirne la classificazione ed infine porre le basi necessarie al raggiungimento degli obiettivi di qualità.

Definito lo stato qualitativo di partenza, si procede ad individuare programmi per raggiungere o mantenere gli obiettivi di qualità, le cadenze temporali degli interventi e la loro priorità. Al fine di verificare l’efficacia degli interventi, è definito inoltre un programma specifico di controllo attuato attraverso i monitoraggi quali-quantitativi. Il piano è inoltre sottoposto ad un continuo aggiornamento con la conseguente rivisitazione degli obiettivi di qualità. Il fine è quello di dotare l’amministrazione di uno strumento capace di adattarsi al cambiamento del territorio mediante una struttura ed un’operatività in stretta relazione con i catasti informatici e le basi dati informative della Provincia.

 
Ai fini dell'applicazione del Piano di Tutela la provincia di Trento uddivisa in bacini di primo livello.

Ai fini dell'applicazione del Piano di Tutela la provincia di Trento è suddivisa in bacini di primo livello.

 
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