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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

 

Approvata la Delibera di Giunta Provinciale di aggiornamento delle Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola per la Provincia Autonoma di Trento

16 Giugno 2021

Il D.lgs.152/06, testo unico ambientale a livello nazionale, riporta tra le tipologie di aree protette, elencate nell’allegato IX alla parte Terza, le zone vulnerabili da nitrati (ZVN) di origine agricola, definite come le ‘zone di territorio che scaricano direttamente o indirettamente composti azotati di origine agricola o zootecnica in acque già inquinate o che potrebbero esserlo in conseguenza di tali tipi di scarichi’ (art.74 del D.Lgs.152/06).

L’ultima Deliberazione della Giunta provinciale sul tema (n.685 del 5 maggio 2017), così come le precedenti, non individuava nessuna ZVN di origine agricola sul territorio trentino. Ai sensi dell’art. 92, dell’Allegato 7/A-I alla parte terza del D.Lgs. 152/06 e della Direttiva Nitrati (91/676/CEE), ogni quattro anni è previsto un aggiornamento della designazione delle ZVN di origine agricola, sulla base di tre criteri: 1) presenza di nitrati ad una concentrazione superiore a 50 mg/l nelle acque sotterranee; 2) presenza di nitrati ad una concentrazione superiore a 50 mg/l nelle acque superficiali; 3) presenza di eutrofizzazione (eccessivo arricchimento di nutrienti) nelle acque superficiali.

Per quanto riguarda il terzo criterio, a partire dal quadriennio 2016-19 per valutare lo stato eutrofico dei corpi idrici lacustri e fluviali è disponibile una metodologia ufficiale, dapprima pubblicata nel Decreto Direttoriale n. 408/2017 del Ministero per la Transizione Ecologica, e poi recentemente rivista da un gruppo di esperti. In base a tale metodologia si possono definire i corpi idrici eutrofici, non eutrofici o a rischio di divenirlo nell'immediato futuro in base all'incrocio dei risultati dei monitoraggi, eseguiti dall'Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente, sia sulle componenti biologiche (macrofite e diatomee per i fiumi e fitoplancton per i laghi) che sui parametri chimico-fisici (indici LIMeco per i fiumi ed LTLeco per i laghi).

Nel caso delle acque sotterranee (secondo il criterio 1 di cui sopra) l’Agenzia non ha avuto nessun riscontro analitico sopra soglia e per tre corpi idrici di acque superficiali sono state evidenziate concentrazioni superiori ai 50 mg/l, non riconducibili tuttavia ad origine  agricola (secondo il criterio 2 di cui sopra). Invece, in quattro corpi idrici del territorio trentino si evidenziano segnali riconducibili all'eutrofizzazione (secondo il criterio 3 di cui sopra) e pertanto i relativi bacini afferenti sono stati individuati come ZVN di origine agricola: si tratta di due corpi idrici del Fiume Brenta, uno del Rio Moscabio e del Lago della Serraia.

Questo comporterà una serie di conseguenze, in particolare sui bacini afferenti ai corpi idrici sopra menzionati dovranno essere limitati gli apporti di azoto al campo per ridurre il fenomeno di eutrofizzazione delle acque ed inoltre, ad un anno dalla presente deliberazione, dovrà essere organizzata una rete di monitoraggio dedicata al fine di verificare l'efficacia delle misure intraprese e definiti dei programmi di azione.

La Provincia già da qualche anno, d’intesa con le associazioni di categoria degli allevatori e degli agricoltori e con altri enti quali la FEM, sta definendo sul territorio trentino, in particolar modo proprio nelle aree della Valsugana e dell'Alta Val di Non, specifiche azioni condivise per migliorare la qualità delle acque nelle zone interessate da intensa attività zootecnica. Con il recente 'Accordo di Programma sancito dalla Deliberazione della Giunta provinciale n.1998 del 4 dicembre 2020 i firmatari, tra cui Provincia autonoma di Trento, Fondazione E. Mach, Associazione Consorziale Produttori Ortofrutticoli Trentini, Consorzio di Tutela Vini del Trentino e Federazione Provinciale Allevatori, si sono impegnati ad individuare azioni per una gestione più sostenibile degli effluenti zootecnici. Le azioni individuate in seno a tale accordo di programma saranno proposte alle aziende zootecniche allo scopo di attivare una filiera di cessione di ammendanti provenienti da effluenti zootecnici da allevatori a frutti-viticoltori per favorire la delocalizzazione dei nutrienti in altre aree e su colture diverse (quali meleti e vigneti) e ridurre l'utilizzo dei concimi chimici a beneficio dell'agricoltura, della zootecnia e della tutela dell'ambiente.

Per quanto riguarda il lago di Serraia, afflitto da problematiche legate all'eutrofizzazione e a fioriture algali nella stagione estiva, è stato istituito un tavolo tecnico provinciale che ha come scopo proprio il recupero di questo corpo idrico. Le ulteriori azioni da intraprendere saranno valutate anche alla luce dei risultati di specifici studi e di un'attività di monitoraggio costante e mirata. 




 
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