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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

 

Non Ŕ dimostrata l'associazione tra inquinamento da particolato atmosferico (PM) e diffusione del COVID-19.


-> Aggiornamento al 23 marzo 2020

Negli scorsi giorni è circolata una nota (Position paper), a firma di alcuni ricercatori italiani, che riporta una presunta associazione tra inquinamento da particolato atmosferico (PM) e diffusione del COVID-19. Questa ipotesi ha avuto un’ampia eco sui media e sui social e ha suscitato molto interesse.

Come riportato anche nella nota diffusa da IAS nella giornata del 21 Marzo (http://www.iasaerosol.it/it/news-ita/96-contributo-ias-alla-discussione-sulla-relazione-tra-inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-diffusione-del-covid-19 ) , l’analisi presentata appare lacunosa e soprattutto non arriva a dimostrare un nesso di causalità tra l’elevato inquinamento atmosferico e la diffusione del virus.

Nella attuale situazione di crisi sanitaria è più che mai necessario evitare di diffondere informazioni inutilmente allarmanti e non sufficientemente verificate. Pertanto, in accordo con le agenzie ambientali (ARPA - APPA) si invita la comunità scientifica ad agire con la massima responsabilità nel diffondere risultati ancora ipotetici e che non siano stati condivisi nell'ambito nei normali percorsi di peer-review.

Infine, il position paper ipotizza che il particolato atmosferico possa costituire un vettore (Carrier) per il trasporto del virus aumentando così il ritmo del contagio e sollecita “misure restrittive di contenimento dell’inquinamento”.

Dal punto di vista della gestione della crisi sono già in atto tutte le possibili misure restrittive per evitare il contagio. Tali misure hanno conseguenti effetti di contenimento delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico (limitazione degli spostamenti e relativa forte riduzione del traffico, rallentamento delle attività produttive, ecc.). Le istituzioni stanno tenendo sotto costante osservazione i dati di qualità dell’aria anche per valutare gli effetti di queste limitazioni sulla concentrazione degli inquinanti.

A questo scopo sono state attivate dai servizi regionali ambiente e sanità e dalle agenzie ambientali, specifiche iniziative volte ad indagare in modo approfondito le relazioni tra inquinamento atmosferico, condizioni meteorologiche e misure di limitazione utilizzando tutte le strutture messe a punto a livello interregionale da specifici progetti di cooperazione (http://www.lifeprepair.eu/ ) e ad approfondire le indagini epidemiologiche basate su dati sufficientemente estesi e completi e gli studi dei meccanismi di interazione che consentano di trarre conclusioni basate su solidi dati scientifici.

 

 
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