
Le attività di APPA nell'ambito della protezione dei corpi idrici
Il monitoraggio dei corpi idrici attivato dalla Provincia Autonoma di Trento è stato attivato in coerenza con quanto indicato dal decreto legislativo n. 152 del 29 Aprile 2006 e successive modifiche. Tale decreto individua nei monitoraggi il punto di partenza per l’identificazione delle azioni da intraprendere per il raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazione.
In particolare l’allegato 1, paragrafo A3 del Decreto Ministeriale 14 aprile 2009 n. 56 prevede che le acque superficiali siano monitorate per stabilire un quadro generale coerente ed esauriente del loro stato ecologico e chimico all’interno di ciascun bacino idrografico, al fine di contribuire alla predisposizione dei piani di gestione e dei piani di tutela delle acque.
Al fine di effettuare tale monitoraggio nel migliore dei modi, il DM 131/2008 prevede la tipizzazione e caratterizzazione dei corpi idrici, suddividendoli in tratti accomunati da caratteristiche geologiche ed idrologiche e dalle pressioni a cui sono sottoposti: dal lavoro di tipizzazione, effettuato nel corso del 2008, sono stati individuati della provincia di Trento 21 tipi fluviali e 412 corpi idrici.
La scelta delle stazioni per il nuovo monitoraggio è stata condotta ponendo come base il mantenimento della rete storica della Provincia Autonoma di Trento, che comprende 27 punti collocati sulle aste principali dei corsi d’acqua in posizioni già individuate come significative per monitorare la qualità del reticolo idrografico trentino. A questi sono stati aggiunti alcuni punti già monitorati come acque a specifica destinazione per la vita dei pesci, secondo il Dlg 130/92.
Nella scelta dei rimanenti punti si è tenuto conto della qualità dei diversi corpi idrici basandosi su dati pregressi di monitoraggio (rete di monitoraggio secondaria della Provincia Autonoma di Trento), e per dove non erano disponibili dati, basandosi sul giudizio esperto integrato con l’analisi delle pressioni.
I corpi idrici sono stati successivamente suddivisi in due grandi gruppi: quelli con stato qualitativo presumibilmente buono e/o elevato e quelli con stato qualitativo mediocre.
Di questi due gruppi è stato inserito nella nuova rete di monitoraggio almeno un corpo idrico per tipologia fluviale, raggruppando i rimanenti secondo i criteri del paragrafo A.3.3.5, allegato 1 del DM 56/2009.
In definitiva nel monitoraggio di sorveglianza sono presenti 43 corpi idrici, in quello operativo 39 corpi idrici e nella rete nucleo 21.