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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

 

Rapporto sullo stato dell'ambiente, pubblicata da APPA l'ottava edizione

L’ottavo Rapporto sullo stato dell’ambiente della provincia di Trento, redatto e pubblicato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, rappresenta un importante strumento d’informazione che ha come obiettivo principale quello di fornire un quadro d’insieme completo e particolareggiato dello stato dell’ambiente trentino.

L’ottavo Rapporto sullo stato dell’ambiente della provincia di Trento, redatto e pubblicato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, rappresenta un importante strumento d’informazione che ha come obiettivo principale quello di fornire un quadro d’insieme completo e particolareggiato dello stato dell’ambiente trentino. Esso si rivolge innanzitutto agli amministratori pubblici, dando la possibilità di misurare da un lato l’efficacia della precedente pianificazione e programmazione in campo ambientale, dall’altro di orientare quella futura. Ma la lettura del Rapporto è destinata anche a imprenditori, associazioni, istituti di ricerca e, ultimi ma non ultimi, agli stessi cittadini.

Come la precedente edizione, anche questa ottava edizione del Rapporto sullo stato dell’ambiente della provincia di Trento, si presenta in modo snello ed agile, lasciando spazio soprattutto ai dati; anche per questo si è scelto di pubblicare il rapporto esclusivamente in versione elettronica, sul sito web di APPA, riducendo in questo modo, e coerentemente con i contenuti e gli obiettivi della pubblicazione, gli impatti ambientali connessi alla stampa.

Indicatori

Il rapporto ha avuto come obiettivo l’aggiornamento dei dati al 31 dicembre 2015. Per taluni indicatori, non è stato possibile ottenere dati aggiornati a quella data, mentre per altri è stato invece possibile ottenere un aggiornamento successivo.

Ogni indicatore è preceduto da un’adeguata presentazione, e le determinazioni territoriali assunte da ciascuno sono presentate sotto forma di grafici, tabelle e cartografie.

L’ottava edizione del rapporto sullo stato dell’ambiente sarà a breve affiancata da alcune infografiche che possano rendere più comprensibili e di più facile consultazione le principali informazioni ambientali date nel rapporto.

Metodologia

In linea con la consolidata esperienza scientifica nazionale e internazionale, anche l’ottava edizione del Rapporto sullo stato dell’ambiente della provincia di Trento, come le precedenti, sviluppa e presenta la sua analisi seguendo il modello PSR (Pressioni - Stato - Risposte). Secondo tale modello, gli sviluppi di natura economica e sociale sono i fattori di fondo che esercitano pressioni (P) sull’ambiente, le cui condizioni (S) cambiano di conseguenza. Questo ha degli impatti sulla salute umana e sugli ecosistemi, per cui vengono richieste risposte (R) da parte della società. Il rapporto è pertanto strutturato in tre parti che rispecchiano fedelmente i tre elementi del modello PSR. Per rappresentare in maniera chiara e sintetica e per quantificare, quando possibile, ciascun elemento della catena PSR è stato utilizzato un variegato set di indicatori, estratti, come nel caso del precedente rapporto, tra quelli proposti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dall’Agenzia europea per l’ambiente (AEA), dal Progetto per lo sviluppo sostenibile del Trentino e, in alcuni casi, creati ex novo per quantificare elementi nuovi e peculiari della catena PSR.

Organizzazione del rapporto

Il rapporto è organizzato in tre parti. La prima parte è costituita da 10 capitoli (dall’1 al 10) dedicati all’analisi delle principali pressioni esercitate sull’ambiente dalle principali attività umane (demografia, settori economici, energia, turismo, trasporti, consumi), nonché a specifici fattori di pressione (produzione di rifiuti, rumore, campi elettromagnetici).

La seconda parte, costituita da 6 capitoli (dall’11 al 16), è dedicata alle condizioni dell’ambiente in senso stretto e ai suoi elementi: natura e biodiversità, clima, aria, acqua, suolo, con la novità di un capitolo dedicato ai rischi ambientali.

La terza parte si compone di 7 capitoli (dal 17 al 23) che analizzano le risposte in atto e quelle possibili per la costruzione di relazioni sostenibili tra ambiente e società: programmazione, cultura ambientale, ricerca, spesa ambientale, con le novità di un capitolo dedicato alle autorizzazioni e valutazioni ambientali, uno ai controlli ambientali e uno agli strumenti di sostenibilità.

Sintesi 2016

Dei 76 indicatori utilizzati nel Rapporto Stato Ambiente (giunto con questa all’ottava edizione), il 52% presenta una situazione giudicata intermedia o incerta, il 38% una situazione positiva e il restante 9 % una situazione negativa. Degli stessi indicatori è stato preso in considerazione, oltre alla situazione presente, anche il trend rispetto al passato: la maggior parte, ovvero il 38%, presenta una situazione in miglioramento, il 22% costante e il 17% in peggioramento; un 13% presenta invece un andamento variabile/oscillante, mentre nel 9% dei casi non è stato possibile fare confronti col passato per assenza di dati confrontabili.

Entrando nel merito delle principali tematiche, e in estrema sintesi, le buone notizie riguardano soprattutto la riduzione delle emissioni in atmosfera di tutti gli inquinanti monitorati, la qualità complessivamente buona delle acque superficiali e sotterranee, l’aumento della superficie forestale con gestione sostenibile certificata, la costante riduzione della produzione di rifiuti urbani e l'aumento della loro differenziazione (oltre il 76% nel 2015), il progressivo incremento degli interventi per il risparmio energetico e per la diffusione dell'energia rinnovabile, nel quadro della lotta al surriscaldamento climatico, per la quale la Provincia si è recentemente dotata di importanti strumenti normativi e istituzionali.

Le principali criticità, invece, sono relative alle concentrazioni in atmosfera urbana superiori ai limiti di legge di biossidi di azoto, ozono e benzo(a)pirene, alla qualità delle acque lacustri (complessivamente sufficiente), alla crescita dei rifiuti speciali prodotti e del loro smaltimento in discarica, al perdurante gap con l'obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e alla manifestazione di segnali di surriscaldamento climatico sul territorio (aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacciai), all’utilizzo di prodotti fitosanitari ancora piuttosto elevato.

Un lavoro “di team”

Non sarebbe stato possibile per l’Agenzia realizzare il presente rapporto se, ancora più che in passato, non si fosse chiesta e ottenuta la preziosa collaborazione delle strutture competenti all’interno dell’amministrazione provinciale che hanno collaborato alla ricerca ed allo studio dei dati necessari alla stesura del rapporto.

 
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